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Malta 2007
III° Congresso
Internazionale sulla disabilità
Il saluto di Suor Michela Carrozzino
"Signor Presidente della
Repubblica, eccellenze, vescovi, monsignori, ambasciatori, in
particolare lasciatemi nominare il nostro ambasciatore d'Italia
Dott. Paolo Andrea Trabalza, autorità, colleghi, amici,
rappresenanti di organizzazioni di persone con disabilità, di
comunità e d'istituzioni religiosi, signore e signori, buon
pomeriggio. Sono paricolarmente lieta di rivolgere loro il mio
saluto e il mio caloroso benvenuto a questa terza edizione del
meeting dell'Associazione Mediterraneo senza Handicap, resa
possibile dall'appoggio di alcune istituzioni maltesi ed in
particolare dalla Casa della Provvidenza diretta da mons. Lawrence
Gatt.
Ringrazio, per la preziosa collaborazione, il Presidente del
Congresso prof. Emmanuel Agius, insieme al Comitato scientifico ed
organizzativo, allo staff della segreteria maltese ed italiana e al
Comune di Roma, il quale, con la sensibilità del Suo sindaco Walter
Veltroni e del suo consigliere delegato per la disabilità Ileana
Argentin, ha voluto dare un particolare sostegno alla
manifestazione. Signor Presidente, in particolare rivolgo a Lei un
grato saluto per la sua presenza che ci onora e ci conferma la sua
operosa ed intelligente concretezza nei confronti dei temi, oggi
sempre più rilevanti della disabilità. Questa bella e storica isola
di Malta non poteva riservare quindi al Congresso ospitalità
migliore di quella di essere accolti dal suo Presidente Sua
Eccellenza Edward Fenech Adami. Essere oggi quì a Malta crocevia di
culture, isola ricca di storia e di tradizioni ci conferma
l'importanza di trovare un terreno comune in cui favorire il dialogo
tra i popoli alla luce di quel nuovo umanesimo di cui noi oggi quì,
vorremmo sottolineare il tratto che ci accomuna. Come Presidente
della Associazione Mediterraneo senza Handicap e a nome di tutti i
partecipanti del Congresso che provengono da 21 Paesi che si
affacciano sul Mediterraneo La ringrazio per la sua presenza e la
sua disponibilità.
Allargare la tenda della Carità è quello che chiedeva Giovanni Paolo
II all'Opera Don Guanella, una congregazione religiosa che svolge il
suo servizio da oltre 100 anni in quattro continenti, e che oggi
Papa Benedetto XVI chiede alla comunità delle genti, a tutti,
Mediterraneo senza handicap nasce dalla ferma convinzione dell'Opera
Don Guanella che allargare la tenda della carità voglia oggi dire
che la questione della salute e della disabilità sono una questione
etica ed antropologica non solo sociale o medica. Nel concreto della
nostra situazione storica dove, a differenza del passato, lo
sviluppo delle scienze e delle tecnologie tendono a trasformare
l'uomo, nella sua stessa realtà biologica e psichica "il coraggio di
un nuovo umanesimo" rappresenta la premessa indispensabile perchè ad
ogni persona venga riconosciuta la sua intrinseca dignità e la sua
dimensione di trascendenza, e perchè in forma dialogica e più
planetaria possibile, possano essere rintracciati orientamenti
comuni che spingano ad operare sulla base dell'amore e del rispetto
dell'uomo stesso. Convincimento condiviso da tutti i membri che
hanno aderito come fondatori e soci a questa Associazione ed i cui
nomi sono scritti nel depliant che trovate in cartella. Alla luce di
questo convincimento abbiamo conservato il termine handicap nella
dizione dell'Associazione perchè riteniamo che la disabilità
appartenga alla condizione umana e perciò non potremo mai parlare di
un Mediterraneo senza disabilità. Il grosso impegno della
Associazione è quello di contribuire ad avere un Mediterraneo senza
barriere di alcun tipo, sociali, culturali, architettoniche,
fisiche; a volere, di conseguenza, eliminare tutto quanto è un
handicap per una società che deve garantire la partecipazione di
tutti.
Colgo questa occasione così rappresentativa per far conoscere in
breve il profilo culturale e le attività dell'associazione.
Le altre informazioni si possono trovare all'interno di questo sito
internet. Tale presentazione vuole essere un invito per i Paesi
intervenuti, qualora volessero aderire come membri attivi, al fine
di dare ulteriore apporto nella costruzione di quel ponte,
rappresentato sul manifesto di questo Congresso, il quale sintetizza
il messaggio che caratterizza l'Associazione: aprirsi a tutti ed
elevare ponti tra le persone, che abbiano una disabilità o no."
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